CICLISMO NEL FANGO
In questo clima di mestizia e di sospetti, è il caso di scrivere con il freno a mano tirato, anche se di questo giovanotto britannico nativo dell’Isola di Man ci sarebbe solo da scrivere un gran bene. Non usiamo superlativi, ci conterremo anche negli aggettivi. Ieri la 13ª tappa con arrivo a Nimes l’ha vinta Mark Cavendish, ventitreenne del Team Columbia che si è confermato imbattibile e ha infilato uno splendido poker sulle strade del Tour. Alle sue spalle il redivivo McEwen e il francese Feillu. Deludente Francesco Chicchi che, dopo aver fatto lavorare la sua squadra, ha perso le ruote migliori ed ha chiuso solo al ventiseiesimo posto. Nessuna novità in classifica generale con l’australiano Evans sempre in maglia gialla. Oggi il Tour comincia a salire un pochino: da Nimes a Digne-les-Bains, con due colli di quarta categoria a “disturbare” l’andatura dei passisti veloci. Domani arrivo in Italia: da Embrun a Prato Nevoso, in Provincia Granda.
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La sensuale Rosario: «Per Muccino mi ammalo gravemente di cuore»
da IschiaSi chiama Rosario. Ha labbra carnose, occhi dolcissimi da cerbiatto, un seno generoso. Ed è una donna. Tenetela d’occhio perché molto presto potrebbe diventare l’erede di Jennifer Lopez. Più bella e vivace della cantante e attrice portoricana. Rosario Dawson è infatti la protagonista, insieme con Will Smith, del nuovo film americano di Gabriele Muccino, che uscirà in dicembre. Si intitola Seven pounds e, come racconta la Dawson, qui all’Ischia global fest, «è la storia di un amore a termine, tra un depresso che tenta il suicidio e una donna gravemente malata di cuore». Un amore disperato, un finale tragico: «Sconvolgente e a sorpresa», sottolinea Rosario, già vista in Sin City, la 25a ora e Men in black II. «No, non è un film romantico», riprende la Dawson prima di dichiarare tutto il proprio entusiasmo per aver lavorato con il regista italiano: «Ci eravamo conosciuti quattro anni fa a Roma – ricorda -. E tra noi l’intesa fu immediata. Ci ripromettemmo di lavorare insieme. E quando uscì negli Stati Uniti il suo primo film americano, La ricerca della felicità, ci rincontrammo».La Dawson e Muccino, dunque. «Umanamente Gabriele è una persona straordinaria, umile e sensibile. E anche artisticamente è uno che ti coinvolge con le sue idee chiare sul cinema. Dirigeva me e Will con piglio sicuro, ci chiedeva di vivere la storia e non d’interpretarla. Una cosa non particolarmente difficile perché la vicenda di Seven Pounds è molto toccante.
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Londra, 60 feriti al giorno
Londra – Li chiamano hoodies per via di quelle felpe col cappuccio che sono diventate un marchio di riconoscimento. Si aggirano in gruppo, storditi da fiumi di birra, coperti dai loro cappucci per evitare l’occhio clinico delle migliaia di telecamere sparse in città. Hanno fra gli undici e i diciannove anni. Vivono a Londra, Manchester, Liverpool, Nottingham. Spesso arrivano dalla periferia. E in tasca tengono un coltello. Giocano alla guerra. Un mix di violenza e incoscienza, di spavalderia e irrazionalità. Che ha portato anche gli altri, i ragazzini che a questa battaglia di strada non vogliono partecipare, ad armarsi pure loro. Per difendersi sì. Ma poi succede che una banale rissa tra ragazzini, anche fra quelli meglio intenzionati, finisce in un bagno di sangue.
«A uccidere si impara dalla tv. Quando esci di casa, prendi le chiavi, il cellulare. E il coltello», ha raccontato uno di loro al Guardian. Quindici sterline, diciotto euro. Tanto basta ai ragazzini inglesi per riversarsi sulle strade e sentirsi «sicuri». Perché nell’Inghilterra del nuovo millennio, che si faccia parte o no di una delle 700 baby-gang in azione nel Paese, andare in giro armati è diventata questione di ordinaria quotidianità. E quando il coltello non lo si prende nella dispensa di casa per non dare troppo nell’occhio, il supermercato del crimine è alla portata di tutti, minorenni compresi. Tanto che Scotland Yard ha ammesso che c’è un’emergenza oggi nel Regno Unito persino più scottante del terrorismo, salvo poi fare marcia indietro, in un disperato tentativo di rassicurare l’opinione pubblica, sostenendo che questa non è «un’epidemia da coltello».
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Sapienza: Guarini saluta, Frati è in pole
Lascia, per raggiunti limiti d’età, il «trono» di Rettore del maggiore ateneo europeo La Sapienza di Roma e questa sera Ruggero Guarini festeggia, in uno dei circoli chic della capitale, l’addio con ex-elettori e collaboratori. E in pole position, il pro-rettore vicario Luigi Frati, che potrebbe esser eletto sin dalle prime votazioni se rinuncia a mettere un «suo uomo» come Preside della Facoltà di Medicina, che dirige da 18 anni. Due i possibili outsider: Fabrizio Vestroni, il Preside della Facoltà di Ingegneria e Francesco Avallone, ordinario di psicologia del Lavoro e delle organizzazioni.Vero è che ci sono altri cinque candidati, Alberto Zuliani, docente di Statistica; Guido Martinelli, docente del Dipartimento di Fisica; Luigi Campanella, ordinario di Chimica; Gianni Orlandi, ordinario di Ingegneria; Piero Marietti, direttore Dipartimento di Ingegneria, ma nessuno avrebbe i voti sufficienti per essere eletto al ballottaggio. Dunque, la lotta, secondo i «boatos», sarebbe ristretta tra Frati, che dispone di 1500-1800 voti, provenienti in massima parte dalla Facoltà di Medicina ma pure da altre Facoltà, e i due outsider Avallone e Vestroni, sui quali al ballottaggio si potrebbero indirizzare quei voti della Facoltà di Medicina che non gradirebbero un passaggio diretto tra Frati e «un suo uomo» alla guida della Facoltà.Il più grande Ateneo d’Europa con circa 145mila studenti e 4.
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Lavoro nero al Car: un arresto e quindici espulsioni
Un cittadino egiziano clandestino arrestato, un dettagliante ortofrutticolo che dall’esterno si riforniva al Centro agroalimentare di Roma (Car) denunciato in stato di libertà, avvio delle procedure di espulsione per 15 extracomunitari senza permesso di soggiorno. Questo il bilancio dell’ultimo intervento di contrasto allo sfruttamento dell’immigrazione clandestina messo a segno ieri dai Carabinieri della Compagnia di Tivoli all’interno del Car. L’accusa per il dettagliante ortofrutticolo è di «aver offerto impiego a lavoratori extracomunitari privi di regolare permesso di soggiorno». La presenza quotidiana all’interno del Car dei militari, in accordo con il management del Centro che da mesi è impegnato a fronteggiare il fenomeno collaborando con la prefettura e le forze dell’ordine, tende a contrastare l’impiego irregolare di cittadini extracomunitari in grado di offrire forza lavoro a basso costo a favore di produttori e acquirenti.I carabinieri ricordano in una nota che giornalmente e sin dalle prime luci dell’alba, da diverse periferie della capitale ed addirittura dal litorale romano, decine di cittadini extracomunitari, per la maggior parte di origine maghrebina, si dirigono verso il Car ove, una volta varcata la recinzione, mettono letteralmente «in vendita» al miglior offerente la propria manodopera a prezzi molto inferiori rispetto a quelli di mercato, trovando – sottolineano i militari – spesso la complicità dei grossisti e degli imprenditori del settore».
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È un botto? No, per ora è un tonfo
Diciamo subito una cosa: Christian Poulsen non è una sòla, come tanti vorrebbero farlo passare. È un mediano tosto, tutta grinta e corsa. Un Furino biondo. Ci sarà utile, ne sono convinto. Sapere poi che due signori come Totti e Kakà lo soffrono maledettamente depone ancor più a favore sulle sue qualità da mastino di centrocampo.Ciò premesso, le perplessità rimangono. Ma sul mercato juventino. In una parola: incomprensibile. Fin dall’inizio, quando ci si è svenati per portare a casa un altro attaccante – seppur di spessore, come appunto Amaurì – quando a necessitare di puntelli erano altri reparti. Ci si è poi dedicati al centrocampo, puntando dritti su un regista, un play della trequarti. È iniziato così il balletto Xabi Alonso-Aquilani, entrambi indicati dal tecnico Ranieri. Il basco per l’esperienza, il romanista per la giovane età e la crescita in prospettiva futura. Tutti e due molto cari, ma per il romano il Cda bianconero sembrava pronto alla follia (25 milioni) pur di portarselo a casa. Poi, il cambio di rotta sul serbo Stankovic, capace di innescare un cortocircuito all’interno della tifoseria.La dirigenza Juve non resta indifferente agli umori di piazza, però non molla la presa sull’interista, giudicato sempre da Ranieri «centrocampista universale». Quando l’accordo sembra a un passo si sterza su Poulsen, giocatore con caratteristiche del tutto differenti dagli altri tre opzionati.
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Litorale invaso dai vu’ cumprà: in arrivo una task force sulle spiagge
Molto presto potrebbe essere una task-force composta da guardia di finanza, polizia, carabinieri e vigili urbani a cercare di contrastare il dilagante fenomeno dei venditori abusivi che, dopo il giro di vite della giunta Alemanno per arginare l’abusivismo commerciale in città, sono fuggiti e ora si stanno riversando in massa sulle spiagge del litorale romano. Con conseguenze disastrose per i bagnanti e quanti cercano di concedersi qualche ora di relax, che sono presi d’assalto da centinaia di assillanti venditori con ogni genere di mercanzia. Ai tradizionali (si fa per dire) venditori di cocco e ai vu cumprà che offrono a prezzi stracciati teli da mare, costumi, braccialetti e collane, infatti, ormai si è aggiunto un vero esercito composto da centinaia di figure bizzarre: dal venditore di granatine di dubbia provenienza, cornetti e ciambelle calde, alle massaggiatrici cinesi che propongono trattamenti rilassanti al costo di pochi euro, dai sedicenti chiromanti ai venditori ambulanti di cd e dvd contraffatti, ma anche di altri articoli come scarpe sportive e borse con false griffe, che fino a poche settimane fa venivano piazzati solo in alcune strade e mercatini della città.Un fenomeno che sta destando più di qualche preoccupazione tra le istituzioni del territorio, soprattutto dopo le centinaia di segnalazioni pervenute alle forze dell’ordine, sia da parte dei gestori degli stabilimenti sia dei villeggianti, tanto da indurle a prendere maggiori provvedimenti restrittivi, da adottare nel giro di pochi giorni.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=275822
Tempo di austerity con la crisi del 1973
In Italia è ricordata per l’austerity: le domeniche a piedi, la riduzione dell’orario dei negozi. Ma quella del 1973 è la prima grande crisi petrolifera. A scatenarla, la guerra del Kippur tra israeliani e palestinesi, e la decisione dei Paesi arabi dell’Opec di sospendere le forniture di greggio a chi sosteneva Israele, e dunque Usa ed Europa. Il blocco moltiplicò il prezzo del petrolio, passato da 2,67 a 9,82 dollari al barile.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=275680
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