Londra, 60 feriti al giorno

Luglio 14, 2008 at 1:39 pm (google news) (, , , , , , , )

Londra – Li chiamano hoodies per via di quelle felpe col cappuccio che sono diventate un marchio di riconoscimento. Si aggirano in gruppo, storditi da fiumi di birra, coperti dai loro cappucci per evitare l’occhio clinico delle migliaia di telecamere sparse in città. Hanno fra gli undici e i diciannove anni. Vivono a Londra, Manchester, Liverpool, Nottingham. Spesso arrivano dalla periferia. E in tasca tengono un coltello. Giocano alla guerra. Un mix di violenza e incoscienza, di spavalderia e irrazionalità. Che ha portato anche gli altri, i ragazzini che a questa battaglia di strada non vogliono partecipare, ad armarsi pure loro. Per difendersi sì. Ma poi succede che una banale rissa tra ragazzini, anche fra quelli meglio intenzionati, finisce in un bagno di sangue.

«A uccidere si impara dalla tv. Quando esci di casa, prendi le chiavi, il cellulare. E il coltello», ha raccontato uno di loro al Guardian. Quindici sterline, diciotto euro. Tanto basta ai ragazzini inglesi per riversarsi sulle strade e sentirsi «sicuri». Perché nell’Inghilterra del nuovo millennio, che si faccia parte o no di una delle 700 baby-gang in azione nel Paese, andare in giro armati è diventata questione di ordinaria quotidianità. E quando il coltello non lo si prende nella dispensa di casa per non dare troppo nell’occhio, il supermercato del crimine è alla portata di tutti, minorenni compresi. Tanto che Scotland Yard ha ammesso che c’è un’emergenza oggi nel Regno Unito persino più scottante del terrorismo, salvo poi fare marcia indietro, in un disperato tentativo di rassicurare l’opinione pubblica, sostenendo che questa non è «un’epidemia da coltello».

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=275911

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