Udc col centrodestra: un’alleanza naturale
Caro Direttore, credo che sia opportuno dare inizio, oggi, a una corsa lunga due anni: nel senso che i problemi vadano posti sul tavolo, anche se la macchina operativa prenderà l’avvio certamente più in là. Il centrodestra di governo (romano) ha sicuramente in Liguria (e particolarmente a Genova) il problema di allargarsi in vista delle future elezioni regionali. E come sempre c’è un problema di allargamento di base (di nuovi consensi poi convertibili in risultato elettorale) e di accordi di vertice. È chiaro che è di gran lunga meglio (idealmente) il primo aspetto. Dunque la ricerca del consenso elettorale acquisito grazie al lavoro politico di governo (quello centrale) e di opposizione (locale). È il più faticoso e per certi tratti (il lavoro di opposizione in Liguria e nel capoluogo) il più incerto (…)
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Confesso, sono un mostro
Non ho mai voluto spiccare. Non ho mai voluto essere diverso. Sono un codardo. Tutto mi spaventa. Ho vissuto tutta la mia vita nella quiete, in una polverosa tranquillità. Sono nebbia, no è troppo, sono un po’ di foschia. Sono un po’ di foschia. Niente di più. Adesso le mie condizioni atmosferiche sono visibili, sono appariscente come una tempesta.Vivo in una casa isolata ai margini della città. Ho paura a uscire. Delle persone, anonime, mi lasciano vino inacidito sulla soglia di casa e spugne sporche. Lo confesso, sono un mostro. Sono un uomo tranquillo. Non lo pensereste, guardandomi ora. Lavoravo al municipio, scrivevo documenti in una stanza sul retro. Tutti mi lasciavano in pace. Le persone, quando si accorgevano di me, mi dimenticavano subito. Ora non più.Non penso sia colpa mia. Eppure, in quello che sembrava un giorno normale di una vita normale, ho sentito una rigidità al collo. Al lavoro la gente cominciò a notarmi. In meno di una settimana, la parte anteriore del collo si era deformata. All’inizio la dimensione era quella di un sassolino, niente di cui preoccuparsi sul serio, se solo si fosse fermato lì, ma non lo fece, questo è il punto. Diventò delle dimensioni di un cranio di neonato. Cominciai a indossare delle sciarpe ogni volta che uscivo. C’è una vecchia che lavora da me, fin da prima che la protuberanza comparisse. Mi porta il cibo e lo cucina. Adesso, meno infastidito in questo domicilio codardo, ho cominciato a morire dalla voglia di avere notizie sulla città.
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Quanti disoccupati se finisce l’antiberlusconismo
da RomaVe la ricordate la battuta di Giulio Andreotti quando «Il Divo», il film più ferocemente antiandreottiano della storia repubblicana, vinse il premio a Cannes? Lui, il senatore a vita, che pure si era arrabbiato per la pellicola quando l’aveva visionata con un giornalista di La Repubblica, consegnò ai cronisti un meraviglioso calembour, a metà fra la sportività e la malizia: «A questo punto, mi piacerebbe perlomeno partecipare agli incassi». Veramente divino. Ieri, leggendo l’invito dell’onorevole Enrico Letta che chiedeva alla sinistra di abbandonare l’antiberlusconismo, il pensiero andava a quali volumi muove nell’Italia di oggi la scienza di chi si oppone al Cavaliere. Roba da far impallidire il dibattito suscitato dal film di Paolo Sorrentino, un cortocircuito di incassi e carriere. Ecco, una delle prime conseguenze, se questo appello venisse accettato, sarebbe che molte persone resterebbero prive di occupazione. Perché se è vero che dal 1994 a oggi è diventato difficile immaginare un’Italia senza Berlusconi, è ancora più arduo ipotizzare un’Italia senza antiberlusconismo. Così, il primo paradosso di chi grida al Regime e sostiene che siamo in un Paese in cui viene meno la libertà di espressione, con l’avvicinamento rapido a stereotipi orwelliani e totalitari, è che l’antiberlusconismo è uno dei movimenti culturali più floridi della politica italiana.
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A Rapallo si inaugura il cammino verso il Pdl
Primo confronto, questa sera a Rapallo (ore 21, Villa Porticciolo), fra i responsabili regionali delle forze politiche che daranno vita al «Popolo della libertà» in Liguria: i parlamentari Sandro Biasotti, Eugenio Minasso e Michele Scandroglio illustreranno – moderatore, il caporedattore del Giornale Massimiliano Lussana – obiettivi e strategie del processo in corso che porterà alla formazione del partito unico dei moderati. Un percorso – riferisce una nota del Pdl – che ha subito un’accelerazione e si immagina di vederlo costruito già per le prossime elezioni europee del 2009 che in Liguria coincidono con le consultazioni in numerose amministrazioni locali: da Lavagna a Recco, da Santa Margherita a Cogorno, senza dimenticare Sanremo e Imperia e la Provincia di Savona. «In Liguria – sottolinea ancora Scandroglio – il percorso sarà facilitato dalla presenza di un leader autorevole come il ministro Claudio Scajola. Sul tema delle alleanze si giocheranno molte vittorie o sconfitte, liste civiche e movimenti. Sono una risorsa – conclude Scandroglio – che deve mantenere la sua peculiarità, ma nel contempo vanno evitate confusioni e pateracchi utili solo ad alcuni professionisti della politica che restano in sella a costo di mille capriole».
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“I reggenti Pdl? Squadra scelta dalla base”
da Milano
Roberto Formigoni si è portato il lavoro in vacanza. Entro la fine di agosto sarà deciso il metodo di elezione del reggente («regole democratiche al 100%» assicura Silvio Berlusconi), a settembre Milano ospiterà la prima festa del Pdl e il vicepresidente di Forza Italia dal suo buen retiro sulle Alpi telefona, scrive, prepara incontri. «Si avvicina a passi veloci la meta finale, la costituzione del partito unico. Un processo che interessa Forza Italia e An e anche gli altri che hanno già sposato il progetto del Pdl e cioè partiti alleati ma anche gruppi, movimenti, personalità della società civile».
Che tipo di congresso state preparando?
«Ci sarà un congresso di fondazione con ampie garanzie democratiche per tutti, sia per i partiti che per i gruppi che per le singole personalità. Nasce un vero nuovo partito e la democrazia interna è la sua regola di funzionamento. Prima del congresso di fondazione, a fine gennaio, ci saranno i congressi di scioglimento dei partiti, diciamo a metà gennaio».
Chi sarà il reggente del Pdl?
«Attenzione, il partito ha già un grande leader che è Berlusconi. Diversa è la questione del reggente, importa poco chi sarà, lo vedremo cammin facendo. È preferibile che sia una persona affiancata da un comitato di reggenza, un primus inter pares. Nasce un partito del 45 per cento, che rappresenta la metà dell’Italia.
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Polpastrelli bruciati: niente impronte
Gli immigrati che partono dalla Libia per approdare in Italia sono tutt’altro che degli sprovveduti. Conoscono, almeno in parte, le leggi in vigore nel nostro paese e si comportano di conseguenza. Sono rimasti senza parole i volontari del Cpt lampedusano e i medici che hanno dato i primi soccorsi ad alcuni clandestini giunti negli ultimi giorni sull’isola. Una decina infatti, al fine di non farsi identificare, hanno pensato bene di bruciarsi i polpastrelli delle dita di entrambe le mani. Il loro obiettivo era quello di complicare il lavoro delle forze dell’ordine nelle fasi dell’identificazione. Pronti a tutto, anche a sottoporsi a dolorosissime sofferenze fisiche, cancellando i propri segni caratterizzanti, pur di sperare di farla franca, di rimanere in Italia. I clandestini però non sapevano che in Italia per identificare un individuo ci sono anche altri sistemi. Basta effettuare i test specifici sull’arcata dentaria o sulle dimensioni delle orecchie. E grazie a queste procedure, alla fine, gli immgirati africani sono stati identificati.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=281755