Il Comune conferma: pasti gratis anche ai nomadi che possono pagarli
«Vogliamo per i minori nomadi indicati dai servizi sociali a rischio un’integrazione piena e lo faremo anche attraverso le mense scolastiche». Non usa mezzi termini l’assessore comunale alla scuola Paolo Veardo, rispondendo ad una proposta presentata nella sala rossa di Tursi dai consiglieri d’opposizione, in merito alla modifica del sistema tariffario per il servizio di ristorazione scolastica e per i servizi educativi attraverso l’applicazione dell’ «Isee continuo», l’indicatore della situazione ecnomica delle famiglie. «Abbiamo ritenuto – aggiunge Veardo – che fossero importanti altri criteri, basati non solo sulla logica delle condizioni economiche, perché a noi interessa la dimensione pedagogica ed educativa dei ragazzi». In sostanza: mense gratis a tutti i bambini nomadi seguiti dai servizi sociali in nome dell’integrazione, così come aveva già fatto presente il Giornale. A prescindere dalla necessità ecnomica della famiglia.«La scelta di fondo è legata ad un criterio di equità, trasparenza e solidarietà per tutti i 43mila ragazzi, 7mila tra gli zero e i sei anni, che usufruiscono delle mense scolastiche – prosegue Veardo – Non pagano i bimbi nomadi seguiti dai servizi sociali, gli altri presentano la dichiarazione Isee». Non si fidano della certezza di queste dichiarazione e non sono d’accordo i consiglieri d’opposizione. A gran voce arriva al sindaco e alla giunta la richiesta che diventi obbligatorio presentare il modello Isee non solo per gli italiani e gli stranieri, ma anche per i nomadi.
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Casilino 900 «L’incendio per una fronda interna»
«Faremo un’indagine interna per cercare il colpevole dell’incendio dell’ufficio avvenuto mercoledì sera nel campo. Poi, sarà il consiglio degli anziani a decidere. Sicuramente verrà espulso dal campo». Così Najo Adzovic, uno dei portavoce del campo rom Casilino 900, al termine della riunione del coordinamento interno dei portavoce. È stato anche deciso di organizzare una colletta interna per ricostruire l’ufficio.Nell’insediamento, dice Adzovic, esiste una «fronda» interna. «C’è un gruppo di persone che non si vuole integrare, che non accetta di vivere civilmente», ha detto Adzovic. Alcuni mesi fa un altro incendio scoppiò nel campo, quello che distrusse la Savorengo Cher, la casa di legno a un piano rialzato, il cui prototipo era stato costruito dai rom con gli architetti del progetto «Stalker». Intanto, ieri mattina sono giunti nel campo i tecnici dell’Acea per un secondo sopralluogo per l’allaccio di acqua ed energia elettrica. «Saranno installate postazioni per l’acqua ogni cento metri – ha spiegato il portavoce – mentre per le 121 baracche verrà installata l’energia elettrica». Il grande freddo di questi giorni è stato affrontato con stufe a legna. «L’unico mezzo a nostra disposizione», dice Adzovic.
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