LA STOCCATA
Ammettiamolo, poche cose riescono a rendere il nostro beneamato pianeta noioso quanto i diari di viaggio. Senza contare che i libri appartenenti a questo genere possiedono la magica capacità di omogeneizzare l’incompossibile. Nei diari di viaggio, il cacciatore equatoriale di uccelli del paradiso e il cacciatore polare di foche si danno del tu, convinti di essere nati dallo stesso uovo d’argento, come i Dioscuri. E allora perché mai gli scrittori continuano imperterriti a viaggiare? Perché la letteratura di viaggio è una scoperta geniale e irresistibile, imparentata con l’intuizione dell’import-export. Basta prendere le cose e spostarle, il profitto verrà da sé. Sicché non comprendiamo per quale ragione Simona Vinci, contando le valigie sulla soglia di casa poco prima di trasferirsi in Groenlandia, sia travolta non da una tempesta di neve, ma dalla tempesta del dubbio: «Chi me lo fa fare, pensavo? E oltretutto da sola, sperduta in un villaggio inuit chiusa tra la calotta di ghiaccio che ricopre oltre l’ottanta per cento della Groenlandia e il mare gelato». Quante storie… Te lo spieghiamo noi, chi te lo fa fare: la prospettiva di ricavarne un libro.D’accordo, non esageriamo. Nel bianco (Rizzoli, pagg. 227, euro 16,50), in fondo, è un volume altamente scusabile. All’autrice perdoniamo quasi tutto: la sfrontatezza di raccontarci per la milionesima volta la disavventura di Nobile; gli spietati commenti – da ritiro degli ambasciatori – alla città di Reykjavik, definita «oscena»; nonché il deliberato tentativo di incrementare il numero di giovani impiccati groenlandesi.
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Sicurezza Ultimatum di De Corato: stop al fortino degli abusivi di S. Maria del Suffragio
«I cittadini non dovranno più sentirsi abbandonati, la questione verrà risolta molto presto». Così il vicesindaco e assessore alla Sicurezza Riccardo De Corato nello stabile di piazza Santa Maria del Suffragio. Una rassicurazione per i residenti della zona e un avvertimento per la proprietà dell’immobile, presente all’incontro con un suo rappresentante. «È un’indecenza che i proprietari di questo stabile continuino a lasciare l’immobile in condizioni così disastrose – ha detto De Corato – daremo tempo loro ancora pochi giorni e poi passeremo alle vie legali, intanto è già stata inviata un’analisi dettagliata alla Procura». In stato di abbandono da diversi anni lo stabile che accoglie decine di extracomunitari privi di permesso di soggiorno è intestato alla Ilma sas, società immobiliare che annovera tra le sue proprietà anche gli stabili di via Gulli 3 e di viale Bligny 42, anch’essi agli onori delle cronache per abusivismo e mancanza di sicurezza. Intanto a Santa Maria del Suffragio restano al lavoro Amsa e A2A che insieme alla polizia locale stanno provvedendo alla pulizia e alla messa in sicurezza degli appartamenti in cui vivono ancora inquilini regolari.
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Dalle sale al satellite «Non pensarci» diventa fiction con Mastandrea
Dopo «Quo vadis?» di Salvatores e «Romanzo criminale» di Placido un altro film passa dallo schermo alla tv e diventa fiction per il satellite: «Non pensarci», commedia di Gianni Zanasi che era stata nel 2007 tra i film rivelazione di Venezia, con buoni esiti anche al box office italiano. Le riprese, gli episodi 12 e il progetto ha riunito sul set Valerio Mastandrea, Anita Caprioli e Giuseppe Battiston, coinvolgendo anche Luciana Littizzetto. Ispirata all’omonimo film, diretta oltre che da Zanasi anche da Lucio Pellegrini, «Non pensarci» è prodotta da Wilder, Itc Movie e Pupkin per Fox Channels Italy e La7. Per quest’ultima è il debutto nelle produzioni di fiction seriali. Andrà in onda da maggio su Fox (Sky, canale 110) e da gennaio 2010 su La7. La crisi economica comincia ad avere effetti anche sul cinema e così ci si sposta sulla fiction tv a pagamento. Anche il fortunato «Romanzo criminale», dopo il cinema e il passaggio su Sky, andrà in onda da giugno su Italia 1 (pare in versione integrale ma dopo le 22).
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Usura Imprenditori complici di riciclaggio di soldi sporchi
Da complici nel riciclaggio dei proventi del narcotraffico a vittime dell’usura, costretti a restituire i soldi avuti «in prestito» e non reinvestiti a tassi fino al 240 per cento. È la singolare sorte toccata ad alcuni degli imprenditori immobiliari (perlopiù laziali) indagati nell’ambito dell’operazione «Money bags» condotta dal Nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza di Roma, dai Carabinieri del comando provinciale di Viterbo e dall’VIII gruppo della polizia municipale della capitale. Operazione che ha portato all’esecuzione di otto ordinanze di custodia cautelare in carcere (di cui tre ai domiciliari), alla denuncia di 21 persone implicate a vario titolo, e al sequestro preventivo di beni per un valore di circa tre milioni. Le indagini sono state innescate da una serie di sequestri di cocaina per un totale di 80 kg proveniente dalla Spagna. Dietro i finanzieri hanno scoperto un’organizzazione ben ramificata, con basi a Roma e Milano, che reinvestiva gli introiti sul mercato immobiliare. Da qui la necessità di rivolgersi a imprenditori del settore da utilizzare come «soci» per ottenere finanziamenti dal circuito legale, al quale i componenti dell’organizzazione non avrebbero potuto accedere avendo precedenti penali specifici ed essendo alcuni di loro addirittura in cercere.Con i soldi «sporchi» sono stati comprati, tra l’altro, una lussuosa villa con relativo terreno in provincia di Terni (in uso al capo), altri appartamenti e auto di lusso, mentre delle somme versate agli imprenditori per le transazioni non andate a buon fine è stata pretesa la restituzione a tassi altissimi.
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L’INTERVISTA LA PRESIDENTE DI ZONA
«Villa Trotti, in via Passerini, sarà presto riqualificata». Parola di Beatrice Uguccioni, presidente di Zona 9.Ci può spiegare il progetto?«La cascina occupata dagli zingari sarà presto bonificata e l’area sarà completamente riqualificata. La società edificatrice di Niguarda, che ha presentato il progetto, ha già ottenuto il benestare di massima del Comune. A questo punto speriamo che i lavori partano il prima possibile».Il problema degli extracomunitari sarà finalmente risolto?«Sono sicura di sì. Quell’edificio è stato sgomberato e messo in sicurezza molte volte. Ma gli zingari sono sempre tornati. Questa volta intendiamo trasformare la cascina in un complesso residenziale con una bella piazza nel cortile».Qual è la situazione complessiva del quartiere?«Niguarda, come altre zone periferiche della città, risente di alcuni problemi. Soprattutto della mancanza di polizia locale e forze dell’ordine che vigilino sull’area. A dimostrarlo c’è il fatto che riceviamo continuamente segnalazioni di rapine da parte di farmacisti, edicolanti, gioiellieri e baristi. E poi dell’abbandono da parte dei residenti nelle ore serali». Avete qualche progetto per evitarlo?«Abbiamo il Teatro della cooperativa che svolge molte attività. Poi, in viale Ca’ Granda, il consiglio di zona gestisce un auditorium dove vengono organizzati spettacoli e congressi per gli abitanti del quartiere.
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Tv locali
NUOVO CINEMA PALMAROVia Prà, 164r Tel. 010.6121762ore NPSAN GIOVANNI SESTRI PONENTEVia D. Oliva 5 Tel. 010.6506940sabato ore 16, 18.30, 21 MilkCINEMA PARROCCHIALE BARGAGLIPiazza Conciliazione Tel.010.2476147sabato ore 21.15 Questo piccolo grande amoreSAN SIRO NERVIVia Chiesa Plebana Tel. 010.3202564domani ore 19.15 Il sogno nel casellodomani ore 21.15 Il soffio dell’animaEDEN PEGLIVia Pavia 4 canc. Tel. 010.6981200ore 21.15 Primo respiroSAN GIUSEPPE RUTA DI CAMOGLIvia Romana, 153Tel. 0185.77459sabato ore 21 Il curioso caso di Benjamin ButtonCINEMA PARADISO BOGLIASCOLargo Skrjabin, 1Tel. 010.3474251domani ore 21.15 Sette animeCLUB AMICI DEL CINEMA SAMPIERDARENAVia C. Rolando, 15Tel. 010.413838ore 21.15 Funny GamesCINECLUB NICKELODEONVia Consolazione, 1Tel. 010.589640ore 20.45 AustraliaFRITZ LANGVia Acquarone 64rTel. 010.2197680domani ore 21.15 AustraliaCINEMA TEATRO S. PIETROP.za Frassinetti, 10Tel. 010.3728602ore 16, 21.15 Il curioso caso di Benjamin ButtonCINEMA TEATRO VERDIP. Oriani 1, Sestri P. Tel. 010.6148366RiposoCINEMA CAPPUCCINIPiazza Cappuccini, 1Tel. 010.880069domani ore 21.15 Un matrimonio all’inglese
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Via al casello di Albamare
Un cane non è soltanto il migliore amico dell’uomo. Per un non vedente è anche la sua vista, la sua incolumità, perfino il suo sorriso. Per questo motivo quello dei cani guida per ciechi è un argomento di sempre maggiore importanza, come dimostra l’immagine stata scattata pochi giorni fa durante la conferenza di Barack Obama sulle staminali alla Casa Bianca che mostra un labrador accucciato ai piedi del suo padrone non vedente. Proprio di cuccioli di labrador in cerca di una casa tratta l’ultimo programma di volontariato che il «Servizio nazionale di cani guida per ciechi dei Lions» promuove, in onore dei suoi 50 anni di attività. Si chiama «puppy walker» e prevede l’affidamento a famiglie volontarie di labrador e golden retriever di 2-3 mesi, allo scopo di accudirli, svezzarli e allevarli fino al raggiungimento dell’ «età scolare» dell’animale. Cioè fino al momento in cui il cane è pronto per essere riconsegnato al centro di addestramento di Limbiate (Mi) dove, in un arco di 360 ore di lavoro distribuite nel corso di un anno e mezzo, diventerà a tutti gli effetti un cane guida. «Tutti i nostri cuccioli provengono da allevamenti selezionati, ma purtroppo non tutti i soggetti sono idonei per il delicato compito che li attende» spiega il cavalier Andrea Martino, presidente del Servizio «Dopo il primo anno di vita, infatti, può capitare che si presenti in alcuni elementi una malattia che ne debilita il rendimento: è la displasia dell’anca, che causa lo scarto del cane dall’addestramento.
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Pieve Ligure: mattoni sugli ulivi
Bei tempi quando, nelle alture di Pieve, se avevi la sfortuna di svegliarti poco prima delle cinque di un mattino di primavera, per almeno un’ora non riuscivi più a chiudere occhio, frastornato da un concerto perpetuo di merli e passerotti. Siamo sinceri, magari qualche accidente lo abbiamo anche mandato, ma in fondo era tutto molto naturale, o meglio «bio», come si usa dire oggi. Poi qualcuno ha pensato forse al nostro sonno prezioso e ha fatto in modo che i merli non trovassero più casa, decidendo che in fondo ulivi ce n’erano fin troppi: meglio abbatterli e dar spazio a qualcosa di più moderno e redditizio. Ora magari si dorme fino alle otto, ma si rischia l’infarto per il passaggio improvviso di rumorosissime carrette a motore cariche di materiale da costruzione, che tra fumi neri e puzzolenti entrano ed escono dai cantieri . E se un tempo spuntavano i funghi, ora spuntano i posteggi. Ce n’è per tutti i gusti (ma non per tutte le tasche): coperti, scoperti, con catena, con paletti. Ma tutti rigorosamente con vista mare. E in mezzo, qua e là, qualche ulivo ancora agonizza, coperto di cemento fino a metà tronco; ma ha le ore contate. «Sono morti, abbiamo dovuto tagliarli», un responso che vale per tutte le fasce distrutte nel paese, per i due poveri carrubi e per il cedro della piazza, del resto «già precari per ragioni di vecchiaia», incapaci quindi di adattarsi al nuovo – e già da rifare – orribile assetto del piazzale.
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