Pieve Ligure: mattoni sugli ulivi

Marzo 12, 2009 at 3:46 pm (info news) (, , , , )

Bei tempi quando, nelle alture di Pieve, se avevi la sfortuna di svegliarti poco prima delle cinque di un mattino di primavera, per almeno un’ora non riuscivi più a chiudere occhio, frastornato da un concerto perpetuo di merli e passerotti. Siamo sinceri, magari qualche accidente lo abbiamo anche mandato, ma in fondo era tutto molto naturale, o meglio «bio», come si usa dire oggi. Poi qualcuno ha pensato forse al nostro sonno prezioso e ha fatto in modo che i merli non trovassero più casa, decidendo che in fondo ulivi ce n’erano fin troppi: meglio abbatterli e dar spazio a qualcosa di più moderno e redditizio. Ora magari si dorme fino alle otto, ma si rischia l’infarto per il passaggio improvviso di rumorosissime carrette a motore cariche di materiale da costruzione, che tra fumi neri e puzzolenti entrano ed escono dai cantieri . E se un tempo spuntavano i funghi, ora spuntano i posteggi. Ce n’è per tutti i gusti (ma non per tutte le tasche): coperti, scoperti, con catena, con paletti. Ma tutti rigorosamente con vista mare. E in mezzo, qua e là, qualche ulivo ancora agonizza, coperto di cemento fino a metà tronco; ma ha le ore contate. «Sono morti, abbiamo dovuto tagliarli», un responso che vale per tutte le fasce distrutte nel paese, per i due poveri carrubi e per il cedro della piazza, del resto «già precari per ragioni di vecchiaia», incapaci quindi di adattarsi al nuovo – e già da rifare – orribile assetto del piazzale.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=335265

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