Il Comune conferma: pasti gratis anche ai nomadi che possono pagarli

Febbraio 20, 2009 at 1:20 pm (Uncategorized) (, , , , , , , , )

«Vogliamo per i minori nomadi indicati dai servizi sociali a rischio un’integrazione piena e lo faremo anche attraverso le mense scolastiche». Non usa mezzi termini l’assessore comunale alla scuola Paolo Veardo, rispondendo ad una proposta presentata nella sala rossa di Tursi dai consiglieri d’opposizione, in merito alla modifica del sistema tariffario per il servizio di ristorazione scolastica e per i servizi educativi attraverso l’applicazione dell’ «Isee continuo», l’indicatore della situazione ecnomica delle famiglie. «Abbiamo ritenuto – aggiunge Veardo – che fossero importanti altri criteri, basati non solo sulla logica delle condizioni economiche, perché a noi interessa la dimensione pedagogica ed educativa dei ragazzi». In sostanza: mense gratis a tutti i bambini nomadi seguiti dai servizi sociali in nome dell’integrazione, così come aveva già fatto presente il Giornale. A prescindere dalla necessità ecnomica della famiglia.«La scelta di fondo è legata ad un criterio di equità, trasparenza e solidarietà per tutti i 43mila ragazzi, 7mila tra gli zero e i sei anni, che usufruiscono delle mense scolastiche – prosegue Veardo – Non pagano i bimbi nomadi seguiti dai servizi sociali, gli altri presentano la dichiarazione Isee». Non si fidano della certezza di queste dichiarazione e non sono d’accordo i consiglieri d’opposizione. A gran voce arriva al sindaco e alla giunta la richiesta che diventi obbligatorio presentare il modello Isee non solo per gli italiani e gli stranieri, ma anche per i nomadi.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=330314

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Casilino 900 «L’incendio per una fronda interna»

Febbraio 20, 2009 at 11:44 am (Uncategorized) (, , , , , )

«Faremo un’indagine interna per cercare il colpevole dell’incendio dell’ufficio avvenuto mercoledì sera nel campo. Poi, sarà il consiglio degli anziani a decidere. Sicuramente verrà espulso dal campo». Così Najo Adzovic, uno dei portavoce del campo rom Casilino 900, al termine della riunione del coordinamento interno dei portavoce. È stato anche deciso di organizzare una colletta interna per ricostruire l’ufficio.Nell’insediamento, dice Adzovic, esiste una «fronda» interna. «C’è un gruppo di persone che non si vuole integrare, che non accetta di vivere civilmente», ha detto Adzovic. Alcuni mesi fa un altro incendio scoppiò nel campo, quello che distrusse la Savorengo Cher, la casa di legno a un piano rialzato, il cui prototipo era stato costruito dai rom con gli architetti del progetto «Stalker». Intanto, ieri mattina sono giunti nel campo i tecnici dell’Acea per un secondo sopralluogo per l’allaccio di acqua ed energia elettrica. «Saranno installate postazioni per l’acqua ogni cento metri – ha spiegato il portavoce – mentre per le 121 baracche verrà installata l’energia elettrica». Il grande freddo di questi giorni è stato affrontato con stufe a legna. «L’unico mezzo a nostra disposizione», dice Adzovic.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=330300

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«La storia del mio successo? Un biglietto di sola andata da Monza a San Francisco»

Gennaio 30, 2009 at 10:58 am (Uncategorized) (, , , , , , , , , )

Tempo fa un noto slogan pubblicitario ci avvertiva che ogni fotografia mancata è un ricordo perduto. Una provocazione andata a segno: si sollevarono aspre polemiche sulla tecnocrazia imperante, sulla macchina lanciata alla conquista del sentimento. Eppure, proprio nel legame profondo fra tecnologia e neoumanesimo si può individuare un filo conduttore di questi anni di «Terzo Rinascimento». E proprio mentre il Triennale Design Museum dà il via alla sua «seconda interpretazione», in cui si rivisitano i concetti di «serie» e «fuori serie» (ovvero dove l’estro individuale sfuma nella produzione industriale e viceversa), al Politecnico parte la prima edizione del Corso di Formazione Permanente «Arte e Multimedia», dedicato alla fotografia e organizzato dal dipartimento Indaco, Industrial Design, Arts, Communication and Fashion, con il patrocinio della Provincia di Milano e il contributo di Epson. E’ rivolto a un massimo di 40 laureati e no, orientati verso la libera professione, con interesse nei campi dell’arte, della fotografia digitale e della comunicazione visiva. Si parte il 5 marzo, fino al 7 aprile, 80 ore in totale (info: master.indaco@polimi.it, 02-23995966/328-0431822). «Visiting professor» d’eccezione è Franco Vaccari, maestro fin dagli anni Sessanta dell’arte concettuale, che tra i primi vide nella fotografia non più un mero strumento tecnico per riprodurre la realtà, ma un segno, la traccia di un’esperienza.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=324892

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Novembre 3, 2008 at 2:23 am (Uncategorized)

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In un anno 300 mila disoccupati in più – Economia

Ottobre 3, 2008 at 3:46 pm (Uncategorized)

Nel secondo trimestre 2008 il numero delle persone in cerca di occupazione è nuovamente aumentato, portandosi a 1.704.000 (+291.000 unità pari al +20,6% rispetto al secondo trimestre 2007). Il tasso di disoccupazione è aumentato di un punto percentuale in un anno posizionandosi al 6,7%. Lo annuncia l’Istat. In confronto al primo trimestre 2008, al netto dei fattori stagionali, il tasso di disoccupazione è aumentato di due decimi di punto. Si tratta, precisa l’Istat, del più elevato tasso di disoccupazione degli ultimi due anni se si confrontano i dati destagionalizzati. L’aumento è dovuto alla crescita degli inattivi e degli ex-occupati. I dati sul mercato del lavoro trimestrale escono con un ritardo di dieci giorni a causa dell’agitazione sindacale dei lavoratori dell’Istat, preoccupati del futuro dell’indagine trimestrale sulle forze di lavoro. Per la prima volta nella storia dell’Istat, infatti, il 18 settembre scorso i dati su occupazione e disoccupazione non erano stati prodotti a causa della protesta dei lavoratori dell’Istituto. I lavoratori sono mobilitati contro le novità previste dall’emendamento ‘taglia-precarì e protestano per evitare gli sprechi che deriverebbero dall’esternalizzazione della rete di rilevazione sulle forze di lavoro, prevista dalle decisioni del Consiglio di istituto. Tali dati sono forniti da 317 rilevatori che, ad oggi, e da sei anni, sono con contratti co.co.co. rinnovati di anno in anno, e che rischiano dal 1 gennaio 2009, contestualmente alla chiusura dell’indagine, di essere disoccupati.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=79459

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Hello world!

Luglio 13, 2008 at 10:39 am (Uncategorized)

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